ADP fabbrica di talenti

 
Datamanager, marzo 2014
di Andrea Lawendel foto di Gabriele Sandrini
 

Fisso o interinale, in sede e in trasferta.

In azienda è il capitale umano che fa la differenza. Gestirlo bene, con processi ottimizzati e innovativi, è il presupposto per la crescita

 
In questa epoca di crisi e di svolta, con la globalizzazione che sfida le imprese a cogliere le infinite opportunità del cambiamento, il valore del capitale umano cresce notevolmente, diventando un fattore critico della competitività aziendale.
 
Un grande fornitore globale di soluzioni HR, ADP (www.adp-italia.com), parla non a caso di “guerra dei talenti” in un mercato del lavoro che vive come non mai la contraddizione di un crescente aumento dei livelli di qualificazione e formazione delle persone, unito alla palese difficoltà di accaparrarsi le risorse più valide e di costruire con esse rapporti duraturi e reciprocamente vantaggiosi.
 
Diventa in altre parole stringente per tutte le organizzazioni la necessità di dotarsi - oltre che delle competenze eventualmente disponibili al loro interno - di strumenti gestionali e delle competenze che ottimizzino tale valore, riducendo il carico di responsabilità e burocrazia che pesa sugli uffici del personale nelle imprese più strutturate e facendo fare un salto di qualità all’ambiente lavorativo.
 
  
 
Un’azienda dove si lavora bene, è in genere una azienda che lavora bene. E una strategia HR all’altezza dei mille ostacoli rappresentati dalle normative che regolano aspetti come le paghe e i contributi diventa ancora più fondamentale in molte realtà italiane di medie dimensioni e operative su differenti mercati nazionali, all’interno delle quali il personale specializzato e le competenze possono essere limitati o del tutto assenti. In entrambe le situazioni, una soluzione puntuale è rappresentata dalle tecnologie HR (“human resource”) sviluppate da ADP.
 

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