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Inizialmente, la necessità di esternalizzare parte dei processi era riconducibile a una scelta tattica col fine di ridurre i costi aziendali.

Oggi l’outsourcing è una scelta strategica per le aziende che vogliono concentrare le risorse sui processi ‘core’ del proprio business.

Cosa cercano, quindi, le aziende quando si rivolgono a un servizio di Outsourcing?

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Ero entusiasta di poter guidare un progetto in cui credevo con assoluta fermezza, finché uno dei più alti dirigenti dell’azienda mi prese da una parte e mi domandò “Perché lavori a queste cavolate?”. Questa persona, responsabile di migliaia di dipendenti, chiaramente non era dalla nostra parte. Il CEO capiva e credeva che la cultura aziendale sia un fattore cruciale per il successo di un’azienda, ma la sua convinzione e il suo entusiasmo non si erano trasmessi nemmeno al suo gruppo dirigenziale.

Avevo due alternative: trovarmi un altro lavoro, oppure convincere anche gli oppositori più testardi che la cultura aziendale non è “la cavolata del mese”, ma un fattore fondamentale per il successo di qualsiasi azienda.

Fortunatamente, ci sono numerosi studi che dimostrano una diretta correlazione tra cultura aziendale e miglioramento delle performance dell’azienda. Uno dei primi studi fu fatto oltre vent’anni fa da John Kotter, professore di Harvard, e James Heskett, suo coautore. Lo studio metteva a confronto le performance delle aziende che intendevano la cultura aziendale come un aspetto fondamentale della loro strategia e di quelle che invece non vi facevano alcuna attenzione. Le differenze riscontrate erano stupefacenti e oltremodo significative. Scoprirono infatti che nelle aziende che si concentravano sulla cultura aziendale:

L’aumento del volume d’affari era 4 volte maggiore
Il tasso di creazione di nuovi posti di lavoro era 7 volte maggiore 
L’aumento del prezzo delle azioni aziendali era 12 volte maggiore
I profitti erano maggiori del 750%
Il guadagno netto cresceva del 700%
Il livello di soddisfazione del cliente era raddoppiato

Sappiamo anche che iniziative specifiche adottate durante un cambiamento in atto nella cultura aziendale producono un ROI maggiore rispetto ad altre. Una ricerca di Success Profiles ha rivelato che le aziende che sanno comunicare con efficacia la propria visione, la propria missione e i propri valori hanno visto aumentare il loro profitto per dipendente da  $7,802 a $27,401. Quelle che si concentrano su coinvolgimento e feedback hanno visto aumentare il loro giro d’affari dal 18,6% al 113,1%. Le aziende con forti piani di comunicazione mirati ad educare, informare e coinvolgere i dipendenti  hanno avuto una diminuzione del ricambio di personale di oltre il 50%, dal 25,8% al 10,2% nelle aziende che hanno fatto meglio.

In uno studio riassunto nel libro Firms of Endearment, gli autori illustrano la connessione tra aziende spinte da una forte motivazione e risultati finanziari: le aziende impegnate nella creazione di una cultura aziendale vincente hanno avuto un rendimento del 1025% in dieci anni rispetto al 122% delle aziende dello S&P 500.

Un altro fatto sorprendente è che le aziende dell’industria alberghiera, della ristorazione e i call center, in cui il ricambio del personale può essere anche del 100-125%, hanno raggiunto risultati anche migliori. Ad esempio, il Ritz-Carlton ha meno di un quarto del ricambio di personale di tutte le altre catene alberghiere.

Il concetto secondo cui collaboratori felici e coinvolti creano una migliore soddisfazione del cliente e profitti più alti ha preso piede molto lentamente. Ma se volete fare della cultura aziendale un fattore cruciale della vostra strategia, potete ora contare su moltissimi dati dalla vostra parte. Se avete qualcuno da convincere, usate questi dati per sostenere la vostra causa e mandare un messaggio simile a quello di Bill Clinton, quando durante la sua campagna presidenziale notoriamente disse: “È l’economia, stupido!”.
Nei momenti di crisi, come quello attualmente vissuto dall'economia globale, è necessario per le Organizzazioni ripensare il proprio modo di lavorare ed essere pronti a ridisegnare i propri Processi Aziendali in un'ottica di efficienza e flessibilità, condizioni fondamentali per poter rispondere alle mutevoli condizioni del mercato e cogliere nuove opportunità.

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Temi e casi di M&A, outsourcing e nuove relazioni d'impresa.
 
Quali sono le principali teorie e i modelli organizzativi per la gestione delle imprese? Qual è il ruolo della comunicazione? Come si sta ridisegnando il paesaggio del sistema Italia? Esistono evidenze di grandi processi di trasformazione? E se sì, chi sono gli attori principali? La business ethic è solo una moda passeggera che presto dovrà cedere di nuovo il passo a logiche stringenti di mero opportunismo situazionale? Quali sono i ruoli aziendali per i giovani laureati in scienze della comunicazione? Ecco alcuni degli interrogativi ai quali questo manuale cerca di dare una risposta. L’opera si rivolge innanzitutto agli studenti delle facoltà di scienze della comunicazione e di scienze sociali ed economiche in genere oltre che a imprenditori, esperti di organizzazione, comunicazione e di gestione del personale e ai rappresentanti dei sindacati.
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ADP in Tour:
Migliorare la Gestione del Personale: se non ora, quando?
Roma, 09 maggio
Milano, 14 maggio


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G-Local HR:
La gestione delle aziende e delle persone in contesti multinazionali
Bologna, 07 maggio


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Sempre in cima alla lista dei pensatori più influenti del mondo del business, Gratton insegna alla London Business School ed è considerata un’autorità nella creazione di aziende innovative pronte per il futuro.

Fondatrice dell’Hot Spots Movement, un team di specialisti che offre servizi di consulenza alle aziende per incrementare l’innovazione e la creazione di valore, Gratton è stata al primo posto nella classifica dei 25 pensatori più influenti del Regno Unito in materia di risorse umane, stilata sulla base di un sondaggio della rivista Human Resources Magazine. È autrice di sette libri che trattano lo sviluppo delle persone all’interno delle aziende, tra cui l’ultimo, The Shift, è stato pubblicato nel 2010.

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“La collaborazione con ADP è molto positiva. Non è solo un fornitore, ma un vero e proprio partner che ci segue e consiglia nella strutturazione delle soluzioni, in base alle nostre specifiche esigenze”.

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Lo stato dell’occupazione mondiale è un qualcosa di enigmatico. Approssimativamente il 7% dei lavoratori americani è senza impiego, e più di 2/3 ( il 65%) delle aziende nel mondo si preoccupano di trattenere i dipendenti che offrono le migliori performance e che hanno delle abilità essenziali, secondo quanto riporta Towers Watson. Più delle metà (52.3%) dei dipendenti sono preoccupati o molto preoccupati per quanto riguarda la mancanza di talenti esperti. Le aziende multinazionali hanno compreso che per avere più talenti, sarebbe saggio focalizzarsi sulle loro risorse più importanti- i loro dipendenti. La gestione del capitale umano (dall’inglese Human Capital Management) è il giusto approccio per riconoscere questo bisogno e per supportare i continui miglioramenti dei dipendenti- non solo migliorare il loro livello di conoscenza utile al tuo business, ma anche per ricompensare la loro fedeltà ed offrirgli nuove ed eccitanti sfide.

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